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Articolo del 27/05/2014

Categoria: Decidere in Medicina

Ecografia cardiaca e diagnosi di embolia polmonare: utile se ad eseguirla non un cardiologo?


a cura di


La diagnosi di embolia polmonare (EP) è una sfida per ogni medico e in particolare per il medico d'urgenza che solitamente è il primo sanitario chiamato in causa. Spessissimo, segni e sintomi di presentazione sono talmente poco specifici e vaghi, che a differenza di altre condizioni, questa tende ad essere sottostimata. Molti lavori negli ultimi decenni, sono stati pubblicati sull'accuratezza diagnostica delle risorse a nostra disposizione.

Sappiamo molto bene che il “gold standard” per la diagnosi è la Tc torace con mezzo di contrasto e che la via più appropriata per richiedere tale esame, è la stratificazione clinico-laboratoristica (e strumentale) del rischio. Ma ciò che davvero abbiamo imparato, è che l'embolia polmonare la trovi se la cerchi!

You see only what you look for. You recognize only what you know”. Leo Schamroth



ra gli strumenti diagnostici non v'è dubbio che l'ecocardiografia, alla ricerca della dilatazione ventricolare destra associata o meno ad altri segni ecocardiografici che fortificano il sospetto (ipocinesi ventricolare destra, movimento paradosso del setto, segno di McConnell), è tra i più veloci e meno invasivi mezzi a nostra disposizione. Ma cosa sappiamo riguardo la sensibilità e la specificità di questa metodica, specie se eseguita da un medico non cardiologo (meglio ancora non esperto in ecocardiografia)?

Lo studio retrospettivo osservazionale di Dresden et al, si è posto come obiettivo primario quello di determinare la capacità diagnostica della dilatazione ventricolare destra a letto del paziente. Quindi l'accuratezza nell'identificare quei pazienti che potrebbero avere diagnosi e trattamento precoci.

I pazienti presi in considerazione presentavano sospetta embolia polmonare (con probabilità pre-test da moderata ad elevata) o una diagnosi già confermata. I risultati hanno messo in evidenza una sensibilità della metodica pari al 50% e specificità 98%.

Le conclusioni mettono in evidenza che la disfunzione del ventricolo destro è altamente specifica in questo setting per la diagnosi di embolia polmonare. L'ecocardiografia al letto del paziente potrebbe essere un utile risorsa da aggiungere al nostro iter diagnostico per il sospetta di EP, ma quanto questo esame possa essere d'aiuto alle altre evidenze cliniche e strumentali, al momento, è indeterminabile.

Il messaggio che ci portiamo a casa è chiaro, l'essere capaci di riconoscere i segni ecocardiografici di embolia polmonare, permette un intervento più veloce e mirato sul paziente con sospetto clinico. Nel caso siano assenti tali segni, questo non ci permette di escludere la diagnosi con accuratezza.

Carlo Arrigo, Dirigente medico, Pronto Soccorso Montichiari – A. O. Spedali Civili di Brescia. Scott Dresden et alRight Venticular Dilatation on bedside Echocardiography Performed by Emergency Physicians Aids in the Diagnosis of Pulmonary Embolism – Ann Emerg Med. 2014;63:16-24.



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