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Articolo del 29/01/2015

Categoria: Decidere in Medicina

L'ecografia toracica nel paziente nefropatico


a cura di


Pubblicato il 29/01/2015 da Pio Ruggiero

Nella rassegna di Fulvio Fiorini, uno tra i più appassionati eco-nefrologi italiani, si sottolineano i punti di forza dell’ecografia nello studio della patologia polmonare molto presente ed impegnativa tra i pazienti nefropatici. Questa tecnica di imaging ha il vantaggio della ripetibilità, non richiede l’impiego di mezzo di contrasto, non espone alle radiazioni e può essere eseguita a “bedside”. Tecnicamente è previsto l’impiego di una sonda convex da 2-5 MHz o microconvex da 4-8 MHz oppure lineare da 8-12 MHz in particolare per lo studio del polmone poiché si adatta meglio agli spazi intercostali.



Su entrambi gli emitoraci è opportuno eseguire lo studio per comparazione. I reperti si basano sui movimenti pleurici e sugli artefatti generati dal parenchima polmonare al passaggio degli ultrasuoni. L’autore sottolinea la versatilità della metodica che consente la diagnosi di patologie a carico della parete toracica, della pleura e del parenchima polmonare; è bene ricordare che “esistono quadri patologici polmonari con reperti ecografici normali” ma al tempo stesso che “l’ecografia polmonare eseguita all’ingresso del paziente in area critica possiede un’accuratezza del 90,5% rispetto alla diagnosi clinica finale”.
Poiché il paziente nefropatico, in particolare se dializzato, è sempre più presente in contesti non nefrologici l’invito a considerare l’ecografia in tale setting clinico è rivolto anche ad altri specialisti ad esempio internisti o intensivisti frequentemente coinvolti.

Pio Ruggiero, Dirigente medico, U. O. Nefrologia e Dialisi – A. O. Bolognini Seriate (BG). Fiorini F, Zanforlin A, D'Amelio A, et al. Chest ultrasound in nephrology. G Ital Nefrol. 2014 May-Jun; 31(3).
 



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