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Articolo del 26/07/2016

Categoria: Giurisprudenza sanitaria

Ipotesi di danno erariale per mancata rilevazione di una frattura


a cura di Sergio Fucci


Soggetti interessati: Radiologo e Ortopedico
 
L’inosservanza del percorso di cura suggerito dalle Linee Guida è sufficiente a provare l’esistenza di una condotta gravemente colposa da parte dei sanitari?


La Procura presso la Corte dei Conti richiede il risarcimento di un danno erariale (quantificato in euro 10.000,00, conseguenti all’effettivo esborso di questa somma in seguito ad una transazione con una paziente) a carico di un radiologo e di un ortopedico, sostenendo l’esistenza di una condotta gravemente colposa da parte di questi professionisti che non avevano diagnosticato una frattura al femore effettivamente rilevabile da una radiografia e non avevano ottemperato alle linee guida in materia di trattamento dell’anziano con frattura del femore.
La domanda della Procura viene respinta dalla Corte dei Conti, sezione giurisdizionale per la Regione Emilia-Romagna, con la recente sentenza n. 8033/16, depositata il 21/04/2016, che esclude che la semplice contestazione, sulla base di una perizia di parte, dell’inosservanza del percorso di cura suggerito dalle linee guida sia sufficiente a provare l’esistenza nella fattispecie di una condotta gravemente colposa da parte dei sanitari.
La Corte, dopo avere osservato che anche una transazione può essere posta a fondamento di una richiesta di risarcimento del conseguente danno erariale e escluso la diretta rilevanza nel procedimento erariale della normativa di cui all’art. 3, primo comma, legge n. 189/2012 (c.d.  legge Balduzzi) che vale in ambito penale,  afferma che è compito dell’organo dell’accusa provare che sia stata violata in modo grave una regola cautelare indicata in una linea guida ovvero che vi siano altri profili di grave colpa rilevanti nella fattispecie.
Nel caso in esame, invece, questa prova non è stata fornita perché la lettura di una lastra radiografica per individuare una frattura non è un’attività diagnostica di natura semplice, come infondatamente sostenuto dall’accusa, ma complessa perché dipende da molteplici fattori (tra cui, in via esemplificativa, età del paziente, nitidezza dell’immagine, algia persistente) che possono incidere sulla valutazione della gravità della colpa.
La Corte, infine, osserva che nel caso di specie vi sono sufficienti elementi per ritenere poco visibile al momento della lettura della lastra l’incrinatura del collo femorale, incrinatura che poi può essersi aggravata solo in seguito per il mancato rispetto da parte della paziente del assoluto riposo prescritto dall’ortopedico.




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