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Articolo del 08/07/2014

Categoria: Decidere in Medicina

D-dimero ed embolia polmonare: tempo di avere una soglia che tiene conto dell'età?


a cura di


Pubblicato il 08/07/2014 da Gemma C Morabito

Anche se alcuni medici hanno la mania di dosare il D-dimero per gli impieghi più fantasiosi (spesso anche solo per capire se “c’è qualcosa che non va”) incasinandosi alla grande la vita, questo esame di laboratorio ha degli impieghi specifici validati dalla letteratura cui occorrerebbe attenersi. Il dosaggio del D-dimero è, ad esempio, comunemente impiegato negli algoritmi diagnostici per embolia polmonare (EP). Questi algoritmi forniscono dei valori soglia cui attenersi, ma non considerano ciò che la letteratura sembra dimostrare, ovvero il fatto che i livelli aumentano con l'età e che la specificità è limitata nella popolazione anziana (> 50 anni).

In uno studio europeo prospettico multicentrico (denominato ADJUST-PE) su oltre 3000 pazienti con sospetta EP, valori soglia di D-dimero adeguati all'età sono stati utilizzati in combinazione con la probabilità clinica per stratificare i pazienti in osservazione o per l'imaging diagnostico.



Risultati
3346 pazienti con sospetta EP. Prevalenza di EP: 19%. Tra i 2898 pazienti con bassa probabilità di EP, 817 (28.2%) aveva un D-dimero < 500µg/L (95% CI, 26.6%-29.9%) e 337 (11.6%) D-dimero tra 500µg/L e il loro age-adjusted cutoff (95% CI, 10.5%-12.9%).
Tra i 766 pazienti con 75 anni o più (673 dei quali con probabilità clinica non elevata), l’impiego di un “age-adjusted cutoff” invece della soglia di 500µg/L aumentava la proporzione di pazienti nei quali la EP poteva essere esclusa sulla base del D-dimero: da 43 a 673 pazienti (6.4% [95% CI, 4.8%-8.5%), a 200-673 pazienti (29.7% [95% CI, 26.4%-33.3%), senza un aumento dei falsi negativi

Conclusioni
Nei pazienti con una bassa probabilità pre-test per EP, l'uso di un D-dimero “aggiustato per età” (età x 10) nei soggetti con oltre 50 anni, in confronto con un livello soglia fisso di <500 mg / ml, era associato a un analogo basso tasso di successivi eventi tromboembolici sintomatici a tre mesi, e a un aumento della percentuale di pazienti in cui la diagnosi poteva essere esclusa senza un esame radiologico (40% versus 20%).

Rispetto ad un cut off D-dimero fisso di 500μg / L, l’impiego di un cutoff “aggiustato per l’età”, quindi, si associava a un aumento della capacità diagnostica del D-dimero nella popolazione anziana. In un maggior numero di pazienti si poteva escludere l’embolia polmonare con una bassa probabilità di successiva tromboembolia venosa clinica

Il risultato è interessante e promettente, ma richiede ancora un'ulteriore conferma prima dell’impiego routinario nella pratica clinica della valutazione diagnostica della Embolia polmonare.



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