Carrello C.G. Edizioni Medico Scientifiche          Facebook C.G. Edizioni Medico Scientifiche    Google + C.G. Edizioni Medico Scientifiche    Linkedin C.G. Edizioni Medico Scientifiche    Newsletter C.G. Edizioni Medico Scientifiche
C.G. EDIZIONI MEDICO SCIENTIFICHE    /    +39 011 37.57.38    /    cgems.clienti@cgems.it    /    accedi all'area
- News -
Cerca nelle News






Newsletter

Iscriviti alle nostre newsletter di aggiornamento scientifico

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione


Privacy Policy

‹‹ Le nostre News




Articolo del 21/04/2016

Categoria: Professione & Clinical Governance

Paziente con dissezione del tratto ascendente dell'aorta


a cura di Sergio Fucci


Pubblicato il 21/04/2016 da Sergio Fucci

Un paziente, con rilevante patologia cardiaca, viene visitato dal medico del pronto soccorso che, effettuati gli interventi previsti per la malattia diagnosticata, ne dispone il ricovero nel reparto di cardiologia per le cure del caso. Per indisponibilità di letti il paziente viene ricoverato nel reparto di chirurgia dove decede per shock di tipo cardiogeno emopericardico in soggetto con dissezione del tratto ascendente dell’aorta. Viene formulato a carico del sanitario un addebito di colpa (diagnosi e approccio terapeutico errato e mancato trasferimento del malato in altra struttura), ma il medico viene assolto con ampia formula dall’accusa di omicidio colposo in danno del paziente.



Gli eredi del paziente, costituiti parte civile, ricorrono in cassazione contestando la correttezza dell’assoluzione, ma la Corte di Cassazione, quarta sezione penale, con la recente sentenza n. 11641/16, depositata il 18/03/2016, respinge il ricorso, con conseguente conferma dell’infondatezza dell’accusa mossa nei confronti del medico. La Suprema Corte rileva, in particolare, che i giudici di merito hanno correttamente escluso profili di colpa a carico del medico che, dopo avere effettuato gli interventi di propria competenza, aveva disposto il ricovero nel reparto di cardiologia, non potendosi addebitare al predetto l’indisponibilità di letti in quel reparto.

La Cassazione, inoltre, sottolinea che nel caso di specie non vi era alcuna concreta possibilità di intervento da parte dell’imputato in grado di contrastare l’esito mortale della grave patologia. Viene, in sostanza, ribadito il principio secondo il quale, ai fini dell’accertamento della responsabilità penale per omicidio colposo, non è sufficiente che venga rilevata una violazione di una regola cautelare, che questa condotta colposa si ponga in rapporto di causalità con l’evento, con conseguente concretizzazione del relativo rischio, ma occorre anche che l’evento sia “evitabile” con la condotta “diligente” omessa nella fattispecie.



CGEMS consiglia ...


Copyright © 2017, C.G. Edizioni Medico Scientifiche S.r.l. con socio unico  -  Tutti i diritti Riservati  -  P.iva 02571140017
Privacy e Condizioni   -  Via Brissogne, 11 - 10142 Torino  -  E-mail: cgems.clienti@cgems.it  -  Admin
Created by GIGA Studio