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Articolo del 22/07/2022

Categoria: Giurisprudenza sanitaria

Dirigenti medici e lavoro straordinario


a cura di Sergio Fucci


In una controversia instaurata nei confronti della ASL da due medici non in posizione apicale con richiesta di ottenere la retribuzione del lavoro straordinario svolto, la Corte d’Appello, pur riducendo l’importo liquidato in favore dei predetti dal primo giudice, riteneva che la retribuzione di risultato non è finalizzata a remunerare specificamente la prestazione resa oltre l’orario ordinario, che il rispetto di limiti orari rispondeva ad esigenze costituzionali di tutela del lavoratore e che, d’altra parte, i sanitari avevano ottemperato alle turnazioni disposte dal dirigente dell’unità operativa cui appartenevano, respingendo quindi sul punto l’appello della struttura che sosteneva la non spettanza delle somme richieste a titolo di straordinario anche perché non oggetto di autorizzazione.


Ricorre in cassazione la ASL ribadendo l’infondatezza della domanda avversaria alla luce della complessiva regolamentazione normativa della materia.
 
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la recente sentenza n. 20785/2022, depositata il 28/06/22, accoglie il ricorso proposto dalla struttura, cassa la sentenza impugnata e rinvia ad un altro giudice d’appello per un nuovo esame della questione alla luce dei principi di diritto affermati.
 
I giudici della Suprema Corte, infatti, affermano che la normativa di riferimento deve essere rinvenuta negli articoli 62, commi 2 e 3 e 65, comma 3, del CCNL 5 dicembre 1996 dell’area della dirigenza medica e veterinaria del SSN, a tenore dei quali il compenso per il lavoro straordinario viene riconosciuto soltanto in casi specificamente previsti (come per l'attività connessa alle guardie mediche o alla pronta disponibilità di cui agli articoli 19 e 20 del medesimo CCNL) mentre il superamento dell'orario di lavoro è in genere compensato dalla retribuzione di risultato, senza che sia possibile distinguere il superamento dell'orario per il raggiungimento dell'obiettivo assegnato e quello imposto dalle esigenze del servizio ordinario.
 
Aggiunge la Cassazione che l'articolo 80 dello stesso CCNL 5 dicembre 1996 stabilisce che le prestazioni di lavoro straordinario hanno carattere eccezionale, devono rispondere ad effettive esigenze di servizio e debbono essere previamente autorizzate e che, pertanto, il lavoro straordinario resta limitato a specifiche prestazioni aggiuntive, come guardie mediche e pronta disponibilità, ma, in tal caso, sulla base della previa autorizzazione del datore di lavoro, la cui mancanza non consente di riconoscere altrimenti alcun diritto retributivo a tale titolo.






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