Carrello C.G. Edizioni Medico Scientifiche          Facebook C.G. Edizioni Medico Scientifiche    Linkedin C.G. Edizioni Medico Scientifiche    Newsletter C.G. Edizioni Medico Scientifiche
C.G. EDIZIONI MEDICO SCIENTIFICHE    /    +39 011 37.57.38    /    cgems.clienti@cgems.it    /    accedi all'area
- News -
Cerca nelle News






Newsletter

Iscriviti alle nostre newsletter di aggiornamento scientifico.

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione.


Privacy Policy

‹‹ Le nostre News




Articolo del 06/12/2021

Categoria: Giurisprudenza sanitaria

Scusabile ritardo diagnostico, comunque privo di conseguenze dannose


a cura di Sergio Fucci


Un uomo, dopo un incidente stradale, si reca al pronto soccorso di un ospedale lamentando un forte dolore alla caviglia sinistra; effettuata una radiografia non vengono riscontrate apprezzabili lesioni ossee post-traumatiche e gli viene prescritto di indossare un gambaletto di cartone.
Il paziente qualche giorno dopo si rivolge ad altri medici che, eseguita una risonanza magnetica, diagnosticano una frattura ossea composta all'astragalo con due ulteriori schegge di ossa vaganti nel piede.



Il paziente agisce in giudizio contro l’ASL chiedendo l’accertamento della responsabilità professionale dei medici del pronto soccorso per non avere congruamente valutato le lesioni subite a seguito dell'incidente occorsogli così prolungando il decorso clinico e la convalescenza, con condanna dell’azienda sanitaria al risarcimento di tutti i danni (biologici, morali e patrimoniali) subiti.
Il Tribunale respinge la domanda avanzata dal paziente ritenendola infondata, con sentenza confermata sul punto anche dalla Corte d’Appello che  afferma che non vi è la prova di un errore colposo dei medici del pronto soccorso e che comunque non vi è la prova che il contestato ritardo diagnostico ha causato un danno all’infortunato dato che gli erano stati forniti trattamenti e prescrizioni che avevano garantito la continuità di cure adeguate al caso, considerando che la guarigione era intervenuta nei tempi fisiologici per il tipo di lesioni riportate.
D’altra parte il Ctu aveva osservato che dalla risonanza magnetica era emersa una frattura composta ed incompleta e che quindi non vi era stata alcuna sofferenza attribuibile al possibile, ma scusabile ritardo diagnostico, mentre era giustificabile nella fattispecie il ricorso da parte dei medici del pronto soccorso ad una radiografia standard.
Il paziente ricorre in cassazione sostenendo, tra l’altro, che i giudici di merito avevano valutato in modo erroneo il comportamento negligente e imperito dei sanitari, che non era stato tenuto in debito conto che i medici successivamente intervenuti avevano rimosso l'immobilizzazione con stecco benda e avevano applicato un gambaletto in vetroresina e che i danni avrebbero potuto essere maggiori se non si fosse recato di sua iniziativa in altro ospedale.
La Corte di Cassazione, terza sezione civile, con la recente sentenza n. 37567/2021, depositata il 30.11.21, respinge il ricorso del paziente che condanna anche al pagamento delle spese processuali.
La Suprema Corte osserva, nella sostanza, che non è ammissibile chiedere in cassazione una rivalutazione dei fatti posti alla base della sentenza impugnata e che l’antigiuridicità del comportamento tenuto dai sanitari del pronto soccorso è stata esclusa perché è stato negato un loro colpevole ritardo diagnostico.
La Cassazione, inoltre, afferma che comunque il paziente non ha provato il dedotto nesso causale tra la condotta dei medici e il danno che asserisce di avere ricevuto mentre i giudici di merito con adeguata motivazione hanno escluso che il danno lamentato sia stato causato dai sanitari.
La Suprema Corte, infine, giudica irrilevante sul piano giuridico la deduzione del paziente secondo la quale non è stato tenuto in debito conto il fatto che il danno non c'era stato solo perché di sua iniziativa si era rivolto ad un altro nosocomio che correttamente aveva diagnosticato la lesione e provveduto alla corretta impostazione del programma terapeutico in quanto se manca un danno la domanda risarcitoria non può essere accolta.






CGEMS consiglia ...


Copyright © 2021, C.G. Edizioni Medico Scientifiche S.r.l. con socio unico  -  Tutti i diritti Riservati  -  P.iva 02571140017
Indirizzo: Via Brissogne, 11 - 10142 Torino  -  E-mail: cgems.clienti@cgems.it  -  Admin