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Articolo del 10/11/2021

Categoria: Giurisprudenza sanitaria

Presenza al lavoro falsamente giustificata


a cura di Sergio Fucci


Anche attraverso telecamere camuffate viene riscontrato che alcuni dipendenti (amministrativi e sanitari) di un’azienda ospedaliera in varie occasioni accedevano presso la struttura in un momento successivo a quello in cui ciò sarebbe risultato attraverso il controllo di quanto riportato dai relativi apparati, avendo costoro provveduto a fare passare, tramite una persona diversa da loro, il tesserino di personale spettanza nell'apparecchio "marcatempo" anteriormente al loro effettivo ingresso sul posto di lavoro; l'adozione di analogo meccanismo, invertiti i termini temporali delle operazioni, era emerso quanto ai casi di uscita anticipata e successiva timbratura da parte di altri soggetti, così come, infine, era emerso che vi erano stati anche degli abusivi allontanamenti e rientri da e presso i locali della Azienda ospedaliera, senza che di ciò nulla fosse risultato tramite l'uso degli "orologi marcatempo".


Viene, quindi, iniziato un procedimento penale con contestazione ai predetti del delitto di truffa aggravata (perché commessa ai danni di un ente pubblico) e del reato conseguente alla violazione dell’art. 55-quinques del D. Lgs. n. 165/2001, che si conclude in primo grado con l’affermazione delle penale responsabilità di alcuni imputati, ai quali viene irrogata la pena ritenuta di giustizia per ciascuno e la condanna al risarcimento dei danni in favore della azienda costituitasi parte civile.
Impugnata la decisione di primo grado da alcuni degli imputati, il giudice d’appello ritiene che la truffa contestata sia stata solo tentata e non consumata e, quindi, riqualifica al riguardo l’originaria imputazione e poi riduce la pena inflitta a questi soggetti, fermo restando la condanna risarcitoria.
Gli imputati ricorrono in cassazione sostenendo, per quello che interessa in questa sede, che non è corretta la contestazione sia del reato di truffa che di quello conseguente alla violazione dell’art. 55-quinques del D. Lgs. n. 165/2001 perché vi sarebbe coincidenza tra le condotte ipotizzate e così l’imputato, se condannato, sarebbe chiamato a rispondere due volte per lo stesso fatto.
Sostengono inoltre i ricorrenti che la norma di cui all’art. 55 sopra menzionato non è diretta a sanzionare le semplici assenze temporanee dall’attività lavorativa falsamente giustificate, ma solo l’assenza fraudolenta per l’intera giornata.
La Corte di Cassazione, terza sezione penale, con la recente sentenza n. 39740/21 depositata il 05/11/21, dichiara inammissibili i ricorsi e condanna i ricorrenti al pagamento delle spese processuali.
La Corte, in particolare, osserva che i reati contestati e ritenuti sussistenti sono diretti a tutelare la posizione della pubblica amministrazione sotto due diversi angoli di incidenza del pregiudizio da questa patito per l’effetto dell’illecito posto in essere ai suoi danni; che, infatti, mentre nel caso della truffa aggravata ai danni dello Stato o di altro ente pubblico il bene-tutelato dalla norma penale è dato dall'esistenza dell’interesse di evitare che il soggetto passivo non debba patire, a causa degli artifici o dei raggiri posti in essere dal soggetto agente, un danno di carattere patrimoniale, nel caso della violazione dell'art. 55-quinquies del D. Lgs n. 165 del 2001 l'interesse pubblico protetto dalla norma è solo occasionalmente di carattere patrimoniale, essendo lo stesso piuttosto ravvisabile in quello di assicurare la corretta erogazione da parte degli enti pubblici del servizio che, tramite i loro dipendenti, gli stessi espletano, attività che evidentemente necessita della indispensabile provvista di personale, la cui presenza in servizio è indispensabile per lo svolgimento della funzione pubblica cui l'ente è preposto.
La Cassazione, inoltre, afferma che nel testo dell’art. 55 sopra richiamato non vi è alcuna espressione che faccia pensare che la falsa attestazione della presenza del lavoratore in servizio abbia come necessario termine oggettivo di riferimento l'intera giornata lavorativa.






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