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Articolo del 18/10/2021

Categoria: Giurisprudenza sanitaria

Inammissibilità ex art. 13 l. 24/2017 dell’atto di citazione per danno erariale


a cura di Sergio Fucci


A seguito di decesso in data 11/04/2017 di una neonata dopo il parto, i genitori, deducendo una cattiva assistenza durante il parto da parte del ginecologo e dell’ostetrica e quindi una loro responsabilità per quanto accaduto, instaurano un procedimento di mediazione davanti al competente organo e in quella sede stipulano una transazione stragiudiziale con l’azienda ospedaliera interessata che provvede poi al pagamento della somma complessiva di euro 250.000,00.


La competente Procura Regionale della Corte dei Conti, ricevuta la segnalazione da parte dell’azienda sanitaria, cita in giudizio sia il ginecologo che l’ostetrica chiedendone la condanna al risarcimento del danno erariale, quantificato in euro 125.000,00 per il primo sanitario e in euro 120.751,32 per il secondo.
I convenuti contestano l’esistenza della dedotta responsabilità e, tra l’altro, eccepiscono, l’inammissibilità dell’azione proposta nei loro confronti per violazione dell’art. 13 l. n. 24/2017.
La Corte dei Conti, sezione giurisdizionale per la Regione Siciliana con la recente sentenza n. 901/2021, depositata il giorno 09/09/2021, dichiara inammissibile l’atto di citazione proposto dalla Procura contro i due sanitari.
La Corte, in particolare, osserva che l’art. 13 sopra citato stabilisce, tra l’altro, che “Le strutture sanitarie e sociosanitarie e le imprese di assicurazione entro quarantacinque giorni comunicano all'esercente la professione sanitaria, mediante posta elettronica certificata o lettera raccomandata con avviso di ricevimento, l'avvio di trattative stragiudiziali con il danneggiato, con invito a prendervi parte. L'omissione, la tardività o l'incompletezza delle comunicazioni di cui al presente comma preclude l'ammissibilità delle azioni di rivalsa o di responsabilità amministrativa di cui all'articolo 9”.
Aggiunge la Corte che l’illecito su cui si fonda il presente giudizio rientra sotto la disciplina della legge Gelli-Bianco essendosi verificato in epoca di poco successiva alla sua entrata in vigore (1 aprile 2017) e che dall’inequivoco tenore dell’art. 13 si evince che la comunicazione dell’avvio delle procedure stragiudiziali per il risarcimento del danno, deve essere qualificata come presupposto di ammissibilità, cui viene subordinato l’esercizio dell’azione di responsabilità erariale.
Precisa, infine, la Corte che nel caso di specie la comunicazione in oggetto è stata effettuata, peraltro tardivamente, dall’organismo di mediazione e non dall’azienda sanitaria, come prescritto dalla normativa.






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