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Articolo del 06/09/2019

Categoria: Giurisprudenza sanitaria

Interruzione del nesso di causalità per omessa presentazione del paziente alla prescritta visita di controllo


a cura di Sergio Fucci


Un paziente agisce in giudizio nei confronti di una clinica per ottenere il risarcimento dei danni, quantificati in euro 234.439,00, cagionati dai sanitari della predetta struttura per omessa colposa diagnosi di una neoplasia rinofaringea poi diagnosticata in seguito ad un successivo ricovero presso un diverso ospedale.




La domanda di risarcimento viene respinta sia in primo grado che in secondo grado in quanto i giudici concordemente ritengono che il paziente con il suo negligente comportamento (omessa presentazione alla visita di controllo prevista entro dieci giorni dalle dimissioni dalla clinica, in attesa di conoscere l’esito dell’esame istologico dell’autobiopsia eseguita) aveva interrotto il nesso di causalità tra la contestata condotta colposa e i danni asseritamente conseguenti al ritardo diagnostico e curativo.
 
La Corte di Cassazione, terza sezione civile, con la recente sentenza n. 19911/2019, depositata il giorno 16/07/2019, dichiara inammissibile il ricorso del paziente e conferma la sentenza assolutoria ritenendo che nessuno dei motivi di ricorso avanzati dall’interessato fosse in grado di mettere validamente in discussione l’accertamento operato dai giudici di merito sull’interruzione del nesso di causalità in conseguenza del negligente comportamento del malato. Il caso in esame dimostra quanto sia importante prescrivere una visita di controllo nel caso in cui il quadro clinico non sia stato ancora compiutamente acclarato essendo ancora in corso esami rilevanti al riguardo.
 
In questa situazione, infatti, l’omessa presentazione del paziente alla visita di controllo costituisce un fatto storico che comporta una interruzione del nesso di causalità tra la precedente condotta (dedotta come colposa) e l’evento lamentato dall’interessato.
 


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