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Articolo del 20/12/2018

Categoria: Giurisprudenza sanitaria

Medico di medicina generale ritenuto responsabile, in via sussidiaria, per avere per colpa grave concorso a cagionare un danno erariale


a cura di Sergio Fucci


La Corte dei Conti, sezione prima giurisdizionale Centrale d’Appello, con la recente sentenza n. 391/2018, depositata il giorno 11/10/2018, ha respinto l’appello presentato da un medico di famiglia (MMG) che in primo grado era stato condannato, in via sussidiaria, dal competente giudice di primo grado al pagamento della somma di Euro 6.980.00 (oltre rivalutazione monetaria e interessi legali) per avere in parte concorso con la sua condotta, connotata da grave colpa, a cagionare un danno erariale alla pubblica amministrazione.

 



Il predetto MMG aveva, infatti, rilasciato senza gli adeguati approfondimenti e, quindi, con superficialità, otto certificati di malattia che avevano consentito ad un impiegato pubblico di restare assente dal servizio per ben 133 giorni usufruendo indebitamente delle relative retribuzioni.

Con la citata sentenza è stato anche respinto il separato appello proposto dal predetto dipendente pubblico che in primo grado era stato condannato sempre dalla Corte dei Conti per avere cagionato alla sua amministrazione un danno erariale conseguente ad azioni giudicate truffaldine che gli avevano consentito (anche tramite certificazioni false) di rimanere assente dal servizio usufruendo indebitamente di 270 giorni di malattia con percezione delle relative retribuzioni.

La Corte, per quello che interessa in questa sede, ha osservato che il MMG, essendo un medico del S.S.N. e non un semplice impiegato addetto al rilascio di certificati, aveva il dovere di verificare con attenzione e diligenza professionale l’esistenza della sintomatologia di natura psichica accusata dall’assistito e valutare le sue condizioni fisiche e la loro concreta incompatibilità con l’attività svolta dall’interessato, mentre i certificati incriminati erano stati rilasciati con estrema negligenza e superficialità senza mai disporre gli opportuni approfondimenti clinici del caso.

La Corte, infine, ha ritenuto che la responsabilità erariale del MMG è stata correttamente accertata anche alla luce del contenuto della sentenza penale relativa al “patteggiamento” della pena irrogata al suddetto dipendente pubblico e giustamente qualificata di natura sussidiaria in quanto eseguibile solo dopo l’inutile escussione del patrimonio del pubblico dipendente che è il debitore principale verso l’erario.



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