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Articolo del 29/01/2018

Categoria: Giurisprudenza sanitaria

Responsabilitą penale per omessa corretta diagnosi del medico di guardia medica interdivisionale in una azienda ospedaliera


a cura di Sergio Fucci


Un uomo ricoverato presso la divisione di medicina interna di un Policlinico universitario viene sottoposto il 21/11/2008 alle ore 13,00, a una indagine diagnostica invasiva (biopsia osteomidollare) eseguita dal dr. XX; nel corso di questo accertamento si verifica, senza colpa del medico, la lesione dell’arteria lombare destra, con successiva insorgenza di shock emorragico.

Alle ore 14,00 entra in servizio di guardia interdivisionale il cardiologo dr. KK che, avvertito verso le ore 19,00 del peggioramento delle condizioni del paziente, omette per sua colpa, secondo la tesi dell’accusa, di effettuare la corretta diagnosi pur in presenza di sintomi che avrebbero dovuto indurlo a ipotizzare l’emorragia in atto.



Il malato, infatti, presentava sintomi (come astenia, sudorazione, pallore delle mucose e sensibile calo pressorio) che deponevano per una emorragia in corso, trattata con rimedi del tutto inidonei secondo il parere del consulenti.

Dall’omessa tempestiva corretta diagnosi, consegue l’omissione del necessario costante monitoraggio delle condizioni cliniche del paziente che non viene sottoposto ai necessari esami di laboratorio utili a indicare l’intervento più idoneo a contrastare l’evoluzione negativa della situazione.

Il malato, infatti, dopo l’esecuzione verso le ore 21,00 di un emocromo, solo alle ore 23,00 del 21/11/2008 viene trasferito tardivamente in un altro ospedale ove viene constatato un quadro clinico già compromesso ed irreversibile che lo porta al decesso nonostante le terapie ivi praticate.

Il dr. KK viene quindi rinviato a giudizio per rispondere dell’omicidio colposo commesso in danno del paziente e il Tribunale ritiene sussistente la responsabilità penale dell’imputato ex artt. 40, secondo comma, e 589 c.p. e lo condanna alla pena di giustizia nonché al risarcimento dei danni in favore delle parti civili costituite, con la concessione alle predette parti lese di una provvisionale.

La sentenza di primo grado viene confermata in appello in punto responsabilità penale e condanna al risarcimento del danno da liquidarsi in separata sede, mentre viene riformata in relazione provvisionale che viene esclusa.

La Corte di Cassazione, quarta sezione penale, con la recente sentenza n. 54821/2017, depositata il giorno 06/12/2017, su ricorso dell’imputato, in riforma della sentenza d’appello, annulla la sentenza ai fini penali per intervenuta prescrizione del delitto, ma conferma la statuizione civile inerente la condanna del medico al risarcimento del danno cagionato

La Cassazione, in particolare, osserva che giustamente i giudici di merito hanno ritenuto sussistente la responsabilità civile dell’imputato avendo i periti dichiarato che la genesi dell’emorragia era riferibile alla biopsia (come accertato in sede di autopsia), ma che il dr. KK aveva omesso colposamente di effettuare la necessaria tempestiva diagnosi pur in presenza di sintomi che quantomeno dovevano far sospettare l’esistenza dell’emorragia che poi ha condotto il malato al decesso.



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